Nel 2007 credevo di aver visto il peggio nella mia vita lavorativa... come mi sbagliavo!
Non sapevo che proprio nel momento di maggiore felicità,
quando mi sembrava di aver finalmente trovato il posto dove avrei potuto lavorare fino alla pensione...
ecco che il male ancora una volta mi colpisce con una violenza tale che sono ancora sotto choc!
Qui sotto la storia (la trovate anche qui)
Sono collaboratrice scolastica dal 20/01/1981 a tempo indeterminato e sono nata il 07/08/1957. Da circa 20 anni soffro di cefalea e emicrania croniche, ho documentazione medica e una dichiarazione di invalidità del 35% .
Vedi la mia pagina sulla cefalea.
Per questi motivi nel 2008 mi trasferisco da Genova Sampierdarena a T. un paesino nelle colline Liguri, sperando che un ambiente diverso e più a misura d’uomo mi aiuti non a guarire (cosa che è esclusa da tutti i medici) ma almeno a diminuire gli attacchi sia in frequenza sia in intensità. Chiedo quindi il trasferimento nella vicinissima scuola materna (4 minuti di macchina cronometrati!) che fa parte di una Direzione Didattica comprendente 10 plessi dislocati nei vari paesini del comune, e ottengo il trasferimento, ho un colloquio con la dirigente della D.D. e le spiego la mia situazione, dice di soffrire anche lei di cefalea e che mi capisce benissimo, mi assegna alla scuola materna vicino a casa e io felicissima le prometto di fare il possibile per evitare assenze e così faccio... mi imbottisco di triptani e vado a lavorare, tanto che a Febbraio mi devono ricoverare per disintossicarmi.
In totale ho fatto 39 giorni di assenza, di cui 20 circa in seguito al ricovero. Ho fatto l’intero anno, salvo brevi periodi, da sola, nove ore e mezza tutti i giorni, con mezz’ora di pausa.
I rapporti con le insegnanti sono disastrosi sin dal primo giorno, in particolare con quella che fa le veci della dirigente (di nome M.), scrive rapporti ingiuriosi e diffamatori nei miei confronti e vengo a saperlo solo per un caso fortuito: lei non mi ha mai comunicato le sue perplessità se così vogliamo chiamarle, o i suoi malumori sul mio lavoro, né la dirigente mi ha mai convocata per chiedermi spiegazioni, addirittura durante un paio di telefonate fatte da me proprio per capire certi atteggiamenti negativi della suddetta maestra, la dirigente mi dice di non preoccuparmi, che sono cose su cui si può sorvolare visto che io sono di ruolo e le insegnanti no... (sic!) di non preoccuparmi perché per quello che la riguarda non ha niente di cui lamentarsi.
Impossibile qui raccontare nel dettaglio 9 mesi di soprusi e angherie di ogni tipo, vi dico solo che
non mi rivolgevano la parola se non per servizio, mi ostacolavano in ogni più piccola cosa, mi escludevano da feste, compleanni, foto di gruppo, riunioni; le circolari mi arrivavano in ritardo, se parlavano fra di loro e arrivavo io smettevano di colpo, le ho beccate più di una volta ad origliare quando ero al telefono, tenevano nascosto il telefonino di servizio che serve per le emergenze (sovente infatti il telefono fisso restava isolato per temporali o disservizi della rete), il pc che nessuna di loro sapeva usare mi era precluso e guai a dirmi la password neppure quando ho dovuto fare il corso con il cd della 626, mi ci sono voluti quattro giorni perchè dovevo aspettare i comodi della maestra per accedere al pc, e venivo interrotta continuamente per ogni cretinata.
La scuola in questione è tutta su un piano, una specie di casetta bellissima, immersa nel verde di questa splendida collina, c’è un salone molto grande, tre aule luminosissime, di cui una adibita a laboratorio di pittura, i bagni dei bimbi, quello delle maestre, poi due locali interconnessi magazzino e bagno di servizio per gli stracci, scope, ecc. e la cucina che serve solo per organizzare i pasti che arrivano dal centro cottura. La cucina è spaziosa e ha un’uscita antipanico che dà sul retro della scuola, lì andavo a fumare, e in cucina facevo colazione e i primi tempi mangiavo nella mezz’ora di pausa. I pasti arrivano intorno alle 12.00, da quell’ora fino a che non veniva servita la frutta io non potevo entrare in cucina, per il resto nessun problema, così ogni tanto durante la giornata mi rifugiavo in cucina per sottrarmi al rumore assordante dei bambini che le maestre lasciavano liberi di giocare nel salone per gran parte della mattinata e dopo pranzo, e come detto più sopra andavo a fumare fuori dalla porta antipanico.
La suddetta maestra M. in mia assenza (durante il ricovero e seguente malattia) fa chiudere la cucina con un lucchetto.
Chi frequenta i miei siti e blog sa che mi occupo di grafica web, realizzo siti web e template per splinder e altre piattaforme per blogger, inoltre quando posso mi dedico al country painting e al cucito creativo, mi piace lavorare con le paste modellabili, sono bravina anche con la pittura su vetro e stoffa, mi sono cimentata anche con il decoupage ma mi dava poca soddisfazione, i disegni mi piace crearmeli da sola; da quando abito qui sto cercando di imparare a coltivare l’orto [per ora piccole cose, ma sono sulla buona strada :-)) ], leggo tantissimo e di tutto, dai testi universitari che ogni tanto rispolvero (non mi sono laureata in scienze dell’educazione per soli due esami, a causa della malattia), la narrativa in genere: biografie, saggi, fantascienza, horror, romanzi, ecc, ecc. Insomma non sono una che dorme in piedi, pur con il dolore quotidiano che mi tormenta il cervello, cerco di vivere come una persona normale. Mi piace confrontarmi e dialogare, condividere con altri le poche cose che so e acquisirne di nuove. In un ambiente come la scuola dell’infanzia la mia fantasia scalpita. Quando lavoravo in una scuola materna del comune, un’estate ho dipinto tutte le vetrate con i temi del bosco da un lato e quelli marini dall’altro, ogni volta che c’era da fare un cartellone, un pannello chiamavano me ad aiutarle. Qui niente da fare, ogni mia iniziativa veniva boicottata, addirittura negandomi il materiale per colorare o facendolo sparire dal mio tavolino.
Le umiliazioni e i ripetuti soprusi da parte della maestra e sue colleghe continuano ma io le ignoro e aspetto solo di andare in ferie per riprendermi da un anno difficile. Sto parlando di cinque maestre: quanto vale la mia parola contro la loro?
Mi hanno messo contro anche le mamme, la prova l’ho avuta a Natale quando nessuna è venuta a ringraziarmi (non dico a farmi un pensierino come è uso fare nelle materne, e come hanno fatto anche qui... si, ma solo alle maestre) a farmi gli auguri, l’unica che lo ha fatto si era sbagliata, pensava fossi una maestra. Devo precisare che a parte un paio di mamme che accompagnano i bambini personalmente, i piccoli arrivano e tornano a casa con il pulmino, quindi io le mamme le vedevo solo nelle feste. Ho saputo che in una riunione la maestra M. alla richiesta di una mamma circa il materiale di pulizia (che è scarsissimo!!) ha detto che io dicevo sciocchezze: “il materiale c’è e vi faccio vedere l’ordine!” che però ha solo sventolato ben distante dagli occhi delle mamme.
Non pensate anche voi che mi stesse accusando di rubare il materiale? Io l’ho pensato e secondo voi chi era presente alla riunione cos’ha pensato?
Una sera non ho firmato il foglio firma, il giorno dopo sono stata convocata dalla segretaria della scuola (DSGA), è successo il finimondo, “una cosa gravissima!!” “danno erariale” ecc ecc. Da quel momento ho iniziato a fotocopiare i fogli firma delle maestre, ne ho una decina dove lei e solo lei non firma di default, ergo il fatto è gravissimo se lo commette la bidella ma se è la maestra a commetterlo....
Insomma.. arriviamo alle sospirate ferie.
Il primo settembre devo rientrare in servizio ma sto male già da 15 giorni, attacchi violentissimi di mal di testa con vomito, giorni a letto al buio, in silenzio; così non rientro, comunico la malattia.
Dopo due giorni mi chiama un’impiegata che non si qualifica se non dopo mia insistenza e mi dice con fare sgarbato che intenzioni ho, se rientro o cosa? Sono sana o malata? In ogni caso, aggiunge che quando rientro devo andare in sede e consegnare le chiavi di T.: nella mia testa suona un campanellino d’allarme.
Ricevo due telefonate: una è la signora che fa la distribuzione del pasto e l’altra è una signora di Napoli che ha prestato servizio come supplente bidella nella D.D. e ha lavorato un breve periodo con me a T., entrambe mi chiedevano se fosse vero che io non fossi più a T. perchè avendomi cercata lì era stato detto loro che io non lavoravo più in quella scuola e chi parlava era la nuova bidella.
A questo punto chiamo la direzione dicendo che lunedì vorrei rientrare in servizio mi risponde il nuovo DSGA e mi dice che non sono più a T. ma devo prendere servizio in sede, chiedo spiegazioni, non me le sa dare o non vuole, dice che è una decisione della dirigente presa in una riunione fatta la settimana scorsa con tutti i rappresentanti della scuola, RSU e sindacato. La motivazione data dalla dirigente è che per le mie assenze lei ha difficoltà a sostituirmi visto che sono l’unica bidella in servizio a T., (chissà come mai in questi giorni però sono in due a svolgere le mie mansioni?) poi quali difficoltà viste le assenze dell’anno scorso?
Quel pomeriggio avevo appuntamento con il sindacato per avere qualche chiarimento in merito alla pensione di inabilità che vorrei fare, così ho incontrato il sindacalista che era presente alla famosa riunione, gli ho chiesto come mai non ha detto nulla e come mai non mi ha chiamata per avvisarmi.
Imbarazzo e nessuna risposta soddisfacente.
Comunque mi ha detto di scrivere una raccomandata chiedendo spiegazioni scritte alla dirigente e un incontro. Aggiungo che pur avendo preso appuntamento con il sindacato per la questione inabilità, mi sono sentita dire che non c’era il medico legale perciò slitta tutto all’8 ottobre.
Il 25 settembre ricevo una telefonata da una mia collega della sede, fa parte delle RSU, che mi chiede se lunedì rientro, le dico di si, dice di andare in sede e di parlare con il DSGA,
aggiunge che le tre maestre in servizio quest’anno (una è nuova e non mi conosce) sono andate in sede e hanno depositato un’altra denuncia nei miei confronti e chiedono il mio allontanamento per incompatibilità ambientale.
Il 28 Settembre riprendo servizio, vado nella mia scuola perchè l’avvocato mi dice che se non ho ricevuto nessuna comunicazione scritta il trasferimento non è valido, infatti la dirigente non ha risposto alla mia raccomandata pur avendola ricevuta il 21/09/09. Nella mia scuola trovo la nuova bidella che vedendomi si agita e mi dice che lei è stufa di dover cambiare plesso di continuo, che va dai sindacati, ecc. il mio stipetto se l’è preso la maestra M. che lo ha svuotato delle mie cose e buttate in un sacchetto. Tutto ciò che io avevo fatto è stato smantellato, anche il tavolino che avevo messo vicino alla porta d’ingresso non c’è più, lo hanno messo vicino ad un gabinetto in disuso, accanto al piccolo magazzino, spesso da lì esce una puzza insopportabile perchè pur non usato, non potendo tirare la catena vi lascio immaginare nei giorni di “maccaia” che cosa possa uscire da lì...
Chiamo in sede e il segretario mi dice che non si tratta di trasferimento ma di un ordine di servizio perciò devo andare in sede. Vado, parliamo e mi dice che lui essendo nuovo si trova in una situazione difficile,
si è trovato una serie di verbali e denunce nei miei confronti, un ordine di servizio della dirigente che mi spostava in sede, e può solo cercare di venirmi incontro con tre proposte:
1) tornare a T. e parlare con le maestre ma la decisione finale spetta a loro... lo guardo come se vedessi un alieno, ma cosa sta dicendo?
2) restare in sede (8 km circa da casa mia), c’è più gente e se mi metto in malattia do meno fastidio...
3) andare ad A. una scuola elementare che dista da casa mia circa quattro km (al cospetto del km scarso che mi occorreva per andare a T.), e che saremmo in due.
Mi dice che non può farmi vedere i verbali a mio carico ma che posso richiederli tramite sindacato, comunque ne sono stati scritti non solo dalle maestre, ma ci sono firme di mamme e uno della precedente DSGA.
Ora io mi sono posta delle domande...
-visto che la scuola l’ho sempre tenuta pulitissima (nonostante lo scarso materiale, tanto che la stecca per i vetri, guanti a straccetti, me li sono portati da casa)
-visto che con i bambini mi comporto come se fossero i miei nipoti
-visto che la mia educazione rasenta la stupidità (non riesco proprio a non essere gentile a meno che non venga insultata o aggredita)
-vista la mia patologica esigenza di dialogo e confronto civile soprattutto in caso di divergenze
-visto il mio bisogno di “quieto vivere” accentuato dalla malattia che mi ha portata ad avere reazioni minime ai loro attacchi
-vista la mia felicità nell’aver ottenuto la sede richiesta
-visto che nessuno mi ha mai rimproverata apertamente (a parte per la firma dimenticata), e che le maestre non sono mai e ripeto MAI venute da me a dirmi cosa non gli piacesse del mio modo di lavorare o del mio modo di comportarmi
-visto che le mamme non mi hanno conosciuta se non attraverso le parole delle maestre
-visto che la dirigente mi ha sempre assicurato che lei era soddisfatta di me
-visto che nonostante la malattia sono riuscita a limitare le assenze procurando ulteriori danni alla mia salute
-visto che ho accettato di lavorare da sola per quasi tutto l’anno e a 9 ore e mezza al giorno
.... mi chiedo:
Perchè ora mi ritrovo in un mare di fango (che ancora non conosco per intero, nota bene!), allontanata dalla scuola come se avessi fatto chissà quali gravissime infrazioni, schifata come avessi la peste? Perchè se chiedo “PERCHE’” non mi rispondono o dicono che non possono parlare di atti che si possono visionare solo dopo richiesta, intanto però io devo spostarmi, andare in una scuola diversa a km di distanza da casa e nelle mie condizioni di salute? Perchè il sindacato non mi aiuta e quando li chiamo o vado nelle loro sedi mi trattano con sufficienza e stanno tutto il tempo al telefono mentre io sono lì seduta davanti a loro? Inoltre: può un’impiegata alla quale ti rivolgi per chiedere dei documenti urgenti guardarti come se vedesse una merda e dirti che lo farà con calma, quando e se avrà tempo? Può la dignità di una persona essere smembrata e data in pasto agli avvoltoi, come nulla fosse? Si è dato per scontato che le parole delle maestre fossero vere, nessuno ha voluto ascoltare le MIE parole, non mi hanno dato la possibilità di difendermi (e continuo a ricordarlo: io non so ancora precisamente di cosa sono accusata) ma hanno emesso la sentenza! Ma neppure i serial killer sono trattati così! Anche a loro è concessa una difesa e un processo... a me no! Mi e vi chiedo si può fare una cosa del genere?
Intanto io sono devastata dal mal di testa e da quello che non esiterei a definire esaurimento, piango per ogni sciocchezza e so che è rabbia, frustrazione, impotenza al cospetto di tanta cattiveria gratuita... ma appena avrò in mano la documentazione e potrò muovermi in sede legale non ci sarà pietà per nessuno.
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Oggi orgia di computer perchè finalmente me lo hanno riparato!
Così ho aggiornato l'altro mio blog e vi lascio un pensierino anche qui, per ringraziarvi dei commenti e di tutti i complimenti e premi che mi state relagando: GRAZIE!!

Un saluto anche da carletto:

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Problemi personali mi terranno lontana dal web per qualche giorno.
Un bacione a tutti.
Renata
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